Siglato anche un protocollo d’intesa tra Provincia e Confcommercio per un progetto dedicato
Piste ciclabili: ecco il futuro del turismo targato Friuli Venezia Giulia. È quanto emerso ieri durante il
convegno Il turismo pedala, un incontro organizzato nella sala del Consiglio di palazzo Belgrado, dalla
Confcommercio di Udine in collaborazione con la Provincia, per rimarcare le opportunità offerte dalla
pratica del cicloturismo sul territorio regionale. E, durante il meeting, i due enti hanno siglato un
protocollo d'intesa che prevede l'attivazione di un rapporto di collaborazione per la realizzazione del
progetto Ospitalità 100 per cento, ovvero un riconoscimento alla qualità del servizio offerto dalle
strutture alberghiere, e la valorizzazione delle piste ciclabili denominata Il Turismo Pedala, che delinea
le innumerevoli potenzialità del turismo su due ruote. L'accordo riconosce ai Giovani imprenditori di
Confcommercio Udine il compito di coordinare tutte le parti coinvolte nella costruzione e gestione delle
piste ciclabili. «La crisi economica e le caratteristiche della nostra regione spingono verso nuovi mercati
- ha spiegato Denis Andrian, presidente dei Giovani imprenditori - e il ciclo turismo incontra
perfettamente le nostre esigenze: è ecosostenibile, perché non inquina, consente vari spostamenti per
raggiungere le località da visitare e va incontro a tutte le tasche». Però dei mille e 200 chilometri di
piste del Friuli Vg finora solo un terzo è stato realizzato, «le poche realtà esistenti - ha proseguito
Andrian - sono piuttosto frutto di iniziative locali e non di una vera e propria volontà politica che dimostri
di aver compreso le potenzialità di questa crescente tipologia di turismo». I finanziamenti, secondo i
Giovani imprenditori, farebbero aumentare il volume d'affari di strutture ricettive e operatori turistici,
promuovendo un business rispettoso dell'ambiente. A sposare quest'idea c'è la Provincia che oggi,
secondo il vice presidente Fabio Marchetti, ufficializzerà gli investimenti in materia di piste ciclabili
previsti nel bilancio provinciale.
Come detto, il protocollo d'intesa prevede anche la realizzazione di “Ospitalità 100 per cento”, un
progetto costato 15 mila euro che si articola su diversi punti: dall'attività formativa per gli albergatori,
alla consulenza aziendale, sino ad un concorso di idee da indire fra gli operatori del settore. E allo
studio c'è anche una certificazione di qualità, rilasciata dalla Provincia, che si porrà a fianco della
tradizionale Iso. (Michela Zanutto)
GGI Confcommercio: cicloturismo e internazionalizzazione.
Il gruppo giovani imprenditori(GGI) di Confcommercio crede fortemente nei benefici che il cicloturismo può dare alle imprese. Infatti, dopo aver organizzato il convegno sul cicloturismo tenutosi il 2 Dicembre scorso a Palazzo Belgrado di fronte ad una sala gremita, il Presidente(Denis Andrian) ed i consiglieri del GGI, di concerto con la Provincia di Udine, hanno deciso di programmare tre conferenze sul territorio della provincia di Udine per informare capillarmente gli associati di Confcommercio sulle opportunità di business che offre il cicloturismo.
Con buona probabilità tale ciclo di incontri avverrà nel periodo Aprile-Maggio 2009.
Nel prossimo numero di Oggi Impresa saremo più precisi con le date di tali convegni nel convincimento che molti imprenditori di Confcommercio sono interessati ad ascoltare le opportunità e i vantaggi che il turismo ciclabile porterà alle loro imprese ed in che modo attrezzarsi per essere più competitivi nell’offerta di prodotti e servizi ai cicloturisti.
Il gruppo giovani imprenditori di Confcommercio ritiene l’internazionalizzazione un altro aspetto saliente.
Nell’ultima riunione tenuta a metà Febbraio si è valutata la possibilità di prendere parte alla missione a Bruxelles in collaborazione con i colleghi Giovani Imprenditori di Trieste che si effettuerà nei prossimi mesi.
Il Presidente del GGI Denis Andrian valuta positivamente anche la collaborazione con la CCIAA di Udine per le missioni all’ estero ed afferma che: “ Le future missioni all' estero saranno fatte in collaborazione con la CCIAA di Udine ed il calendario sarà inviato al gruppo dei GGI per decidere la partecipazione - anche in forma ridotta - in base all’ interesse personale e questo è una grande opportunità per noi imprenditori.
Naturalmente – conclude Andrian -si spera di aggregare nelle missioni all’estero anche i colleghi delle altre provincie in modo da favorire una interazione fra i gruppi regionali.” (Massimo De Liva)
IL TURISMO “PEDALA”
LE NUOVE OPPORTUNITA’ E POTENZIALITA’ OFFERTE DAL TURISMO in BICICLETTA
Il Gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio Provincia di Udine, nell’ ambito delle sue funzioni statutarie e in considerazione delle potenzialità offerte dal Turismo Ciclabile in Friuli Venezia Giulia ed in particolare nella Provincia di Udine,
PREMESSO CHE
Viaggiare pedalando è un modo diverso di vivere il turismo, a contatto con la natura, con i luoghi e le loro diverse culture, i vari paesaggi e le distanze che, grazie al lento procedere, riacquistano la loro naturale dimensione, che purtroppo risulta sempre più deformata, compressa e nascosta dalla fretta del vivere quotidiano e dalla velocità dei trasferimenti con i mezzi motorizzati.
Che la Comunità Europea, nell’ ambito del macro-progetto di ristrutturazione della viabilità europea, ha dato un ruolo importante alla mobilità in bicicletta come mezzo di socializzazione ed avvicinamento di culture diverse, anche con l'intento di far riscoprire e condividere, nella maniera più naturale possibile, il Grande Paese Europa, inteso nel suo senso più vero, ossia il territorio da dove veniamo e che quotidianamente viviamo e che ci circonda , percorrendolo lentamente " palmo a palmo".
Che il turismo in bicicletta è una realtà consolidata che attira un numero sempre crescente di utenti generando grandi flussi di denaro, mentre l’Italia, da questo punto di vista è in ritardo con l’ eccezione alcune Regioni (Trentino, Toscana, Marche, per citarne solo alcune) che hanno realizzato valide iniziative per attirare il turismo in bicicletta e dispongono di una ampia e ben realizzata documentazione e infrastrutture.
Che le poche realtà esistenti nella nostra regione sono piuttosto il frutto di una volontà/iniziativa locale che di una vera e propria volontà politica che dimostri di avere compreso le potenzialità di questa crescente tipologia di turismo. La Regione Friuli Venezia Giulia comunque si è dotata di un Piano per nuova viabilità, definendo una rete di piste ciclabili che nelle sue intenzioni si articola per oltre un migliaio di chilometri , alcune già realizzati, altre in fase di completamento ed altre ancora da cantierare .
Che all'interno di questo “network”, intendiamo valorizzare una delle arterie principali, anche in considerazione della sua estensione, frà l’altro parzialmente realizzata, che si snoda da Nord a Sud, da Tarvisio verso il mare ( Grado e Lignano), unendo così il mondo della montagna a quello marino attraverso la pianura friulana . Dalle Alpi al Mar Mediterraneo, una vera “Via Maestra” che avvicina il turista in bicicletta alle più affascinanti località del Friuli, dalle meraviglie delle Alpi Giulie , ripercorrendo dal Tarvisiano il vecchio tragitto ferroviario, con le sue innumerevoli gallerie e ponti in ferro, fino alla pianura del Tagliamento e poi, passando da Venzone e Gemona, giù verso Udine, Palmanova, Aquileia , fino ad arrivare al mare Adriatico (Grado, Lignano e la laguna di Marano). Senza dimenticare le infinte possibilità di variazione:
da Tarvisio a Cave del Predil e poi giù per la Val di Raccolana, a ricongiungersi con la via principale;
oppure un giro del Lago di Cavazzo, lago di Cornino, San Daniele e la Strada dei Castelli e del Prosciutto, Fagagna, Moruzzo fino a Udine;
o in alternativa, da Tarcento, Nimis, Attimis, lo splendore di Cividale del Friuli, le valli del Natisone, le colline e le innumerevoli cantine, ecc.
Solo piccoli spunti di una grande infinità di itinerari e possibilità, piccoli assaggi di territorio, di natura,di cultura, con la sua ospitalità, la cucina tipica e il buon vino.
OBBIETTIVI :
Vogliamo portare questo tipo di turista sulle nostre piste e pertanto è necessaria tutta una organizzazione a monte, che passa attraverso siti internet e motori di ricerca, strumenti attraverso i quali egli possa reperire le prime informazioni, inoltre le agenzie di viaggio che gli propongano itinerari, anche diversificati a seconda delle sue personali esigenze, che includano alberghi, locande, ristoranti e agriturismi dove soggiornare e poter mangiare , luoghi di interesse culturale, oppure solo naturalistico, attraverso una esauriente serie di mappe dei percorsi, che riportino con precisione i locali convenzionati e con servizi per i cicloturisti, quanto manca per raggiungerli, come fare per contattarli, le diverse alternative di percorso, il gradiente di difficoltà, le distanze,ecc
Insomma, il turista deve essere trattato come un vero cliente, mai abbandonato, dal primo momento della organizzazione del viaggio fino al suo termine .
Il servizio a 360°, questa è la formula che ha dato la fama alle tradizionali piste Austro-Tedesche ( Danaurunde) , Francesi (Chateaux de la Loire) e Olandesi ( Boat & ride ) , Ungheresi ecc , o anche più semplicemente San Candido- Lienz , Val Pusteria ecc., un network ciclabile regionale, inteso come una unica area turistica e che come tale deve essere trattato dalla Amministrazione Pubblica preposta e da tutti i soggetti interessati al suo funzionamento .
Pertanto proponiamo il seguente :
Progetto di Valorizzazione delle Piste Ciclabili:
“ Il Turismo Pedala - le nuove opportunità e potenzialità offerte dal turismo in bicicletta”, questo il titolo scelto per il Convegno inserito nel nostro progetto nel quale proponiamo di realizzare una serie di iniziative atte a incentivare e portare nella nostra Provincia una parte importante del cosiddetto turismo “attivo”, che ama passare le proprie vacanze utilizzando la bicicletta come mezzo per spostarsi e visitare paesi, luoghi storici, naturalistici, montagne e Natura.
Attrarre e portare sul nostro territorio questo genere di turismo vuole dire far conoscere meglio la nostra Provincia , aumentare il volume d’affari di strutture ricettive ed operatori turistici (anche dislocate in luoghi poco frequentati dal turismo di massa), sviluppare un turismo non inquinante senza impatto sull’ambiente, ed anche, in estrema sintesi, promuovere un business “ecologico” e rispettoso per l’ambiente.
Naturalmente è importante ed indispensabile promuovere una vera cultura dell'accoglienza, attraverso una organizzazione in grado di dare il benvenuto a questo nuovo ( per la nostra Provincia) tipo di turismo , come già avviene nelle località dove questo concetto è stato addotato già da tempo e trovare alberghi con una interessante percentuale di occupazione delle stanze e frequentati anche fuori dalle stagioni classiche, locande d'accoglienza con il simbolo della bicicletta, trasporti su ruota e su rotaia adatti a trasportare anche i mezzi a due ruote, ristoranti con menù dedicati al cicloturista e invogliare le persone e i turisti, di tutte le età e nazionalità a scegliere il percorso più adatto alle proprie capacità ed alla propria voglia di vedere, di scoprire, di conoscere, di pedalare.
Per il buon successo di questo nostro progetto, devono concorrere tutti gli Attori Istituzionali del territorio, ognuno nell’ambito delle proprie responsabilità.
Un progetto ambizioso quindi, che potrebbe essere sostenuto in buona parte anche da contributi europei, che per avere successo, necessita prima di tutto di essere compreso nelle sue reali finalità ed attuato al meglio e una volta avviato, il sistema deve essere costantemente mantenuto, implementato e supportato. Sarà una concreta via di rilancio per il turismo provinciale e regionale, non come alternativa o in competizione con il turismo tradizionale, ma semmai come punto di forza per un incremento dello stesso e se ben gestito, dare col tempo dei risultati molto interessanti e tangibili.
Il Progetto prevede la realizzazione di un Convegno dedicato agli amministratori pubblici locali e ai rappresentanti degli imprenditori del settore Turismo e Commercio nel corso del quale verranno illustrati i punti focali del nostro progetto per la valorizzazione del turismo ciclabile e si getteranno le basi per una ulteriore fase di divulgazione nel territorio. Interverranno qualificati relatori che daranno il loro contributo su questo argomento.
Sono previste ulteriori tre conferenze sul territorio, idealmente suddiviso in “bassa friulana”, “medio Friuli” e “Alto Friuli”, nelle quali si illustrerà il progetto e le opportunità per le varie attività commerciali, turistiche e di servizio derivanti dal turismo ciclabile e delineate le modalità di approccio allo stesso.
Il successo? Far diventare Udine un’emozione
«Quando uno entra in un negozio per portarsi a casa un maglione o un vestito, non acquista quel maglione
o quel vestito. In realtà compra il “film” di se stesso con addosso quel maglione o quel vestito. Ed ecco
perchè i negozi, come tutte le altre aziende che vogliono “vendere” (dai servizi alla frutta), in realtà devono
puntare sulle emozioni». Edoardo Cognonato, docente di psicologia relazionale all’Università di Padova,
ma soprattutto “guru” del marketing emozionale di molte realtà famosissime a livello nazionale e
internazionale, ieri ha iniziato così la sua particolare lezione dedicata ai commercianti udinesi, organizzata a
Udine Fiere su iniziativa del gruppo dei giovani imprenditori di Confcommercio (nato da poco e guidato da
Denis Andrian).
Una lezione, quella di Cognonato, tutta giocata sulle corde della simpatia e del messaggio il più possibile
diretto, quasi a voler dimostrare lui stesso come si “emoziona” e si convince una persona. Anche e
soprattutto ad acquistare. «Una luce giusta - ha spiegato il “guru” -, una musica di sottofondo, una cabinaprova
con lo specchio studiato ad hoc, come la giusta dose di simpatia, ma non di eccessiva invadenza e
magari l’offerta di una caffetteria sono tutti elementi che possono convincere un acquirente a percorre venti
chilometri in più per comprare qualcosa».
«So che le realtà commerciali del centro storico di Udine - ha detto Cognonato a margine dell’incontro con i
commercianti - sono in sofferenza. Ma una realtà emporiale che vuole avere chance in futuro deve sapersi
rimettere in gioco. Deve puntare sull’innovazione. Innovazione che per un negozio o una società di servizi
significa, ad esempio, significa l’approfondimento del marketing soprattutto emozionale e una
organizzazione precisa del proprio personale. Questi sono interventi tattici, ma a livello di strategia il
discorso è lo stesso. Per far funzionare il centro di Udine i commercianti devono allearsi, far squadra ed
emozionare i cittadini-clienti».
Tra gli altri Cognonato ha citato quindi il caso del gruppo Arteni, capace di saper gestire in modo
esemplificativo, a suo giudizio, i principi dell’innovazione. «E questo significa - ha spiegato Cognonato - una
giusta location dei propri negozi, una ricerca continua per effettuare gli acquisti più giusti e un
ammodernamento costante della propria immagine. Ma so che anche altri imprenditori locali hanno ormai
raggiunto livelli simili. Ugualmente, il successo se non sicuro è probabile per tutti gli altri commercianti
udinesi che accanto alla loro risaputa voglia di lavorare sapranno aggiungere in futuro la voglia di
innovarsi».
Se poi arriva un aiuto dalle istituzioni, ancora meglio. «In realtà - ha aggiunto Cognonato - girando per
qualche città e vedendo certe situazioni, mi è venuta più di una volta la tentazione di suggerire a qualche
amministratore un corso sul “marketing emozionale”. Qualcuno, come a Rimini, ha anche accettato di fare
questa esperienza. Qui a Udine non so come sarebbe la reazione».
Intanto, in attesa di un improbabile corso per la giunta Cecotti, ad accogliere in maniera convinta le parole
del “guru” del marketing emozionale ieri c’era anche il presidente provinciale di Confcommercio Gianni Da
Pozzo. «Le parole di Cognonato sono giuste. L’innovazione anche per noi commercianti è essenziale.
Udine è la capitale di “Innovaction”, una parola e un modo di lavorare che non può e non deve appartenere
però solo al mondo dell’industria». (