Le bussole

Guida di Confcommercio per i giovani neo imprenditori

Un manuale che dà utili consigli a tutti coloro che devono avviare la propria attività e ottimi spunti per i giovani imprenditori che vogliono far crescere il loro business.

Confcommercio Ascom ha presentato all'Istituto Alberghiero "Tonino Guerra", la guida dedicata alle nuove iniziative imprenditoriali dal titolo Dall'idea all'impresa.

Fa parte della collana Le Bussole di Confcommercio, e vuole aiutare i ragazzi che hanno un sogno a coltivarlo e trasformarlo in un'impresa di successo.

Dietro ad ogni iniziativa imprenditoriale c'è un'idea, che pur sembrando eccellente, richiede comunque tutta una serie di ricerche, analisi e studi di fattibilità.

Agli studenti sono state consegnate 100 guide, grazie al contributo della Camera di Commercio di Ravenna.

 

(da Corriere Romagna)

 

Scopri qui la collana Le Bussolehttps://lebussole.confcommercio.it/

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Gli uffici più belli del mondo

Com’è fatto l’ufficio dei sogni? Ovviamente ognuno di noi ne ha in mente uno, ma negli ultimi anni le grandi aziende (soprattutto statunitensi e soprattutto guidate e gestite da giovani) ci hanno dato parecchi spunti.
L’idea generale è quella di rendere l’ufficio sempre più vicino ad un luogo di svago o di piacere, con aree gioco, relax e distinzioni ben precise tra spazi condivisi e isolati, a seconda dello scopo.
Vi riportiamo di seguito qualche esempio da cui trarre ispirazione.


King (Candy Crush), Stoccolma
L’ufficio centrale dell’impero di Candy Crush, progettato dagli architetti Adolfsson & Partners al centro di Stoccolma, è uno spazio coloratissimo e divertente, ispirato proprio al gioco creato da King.
All’ingresso vi accoglie un enorme troll rosa, mentre la reception è a forma di uovo.

Ogni stanza, poi, si ispira a uno dei giochi dell’azienda (non solo Candy Crush): Deep Sea, Countryside, Treasure Island, Green Hills, Magic Forest, Sandy Dunes, Mountain Tops, Wild Jungle, Kingtown (Upper e Lower) e Pavilion Park. Gli spazi sono anche costruiti in maniera intelligente, ad esempio i tavoli hanno angoli arrotondati e possono essere alzati o abbassati a seconda delle esigenze.


(Immagini Officelovin)

Google, Tel Aviv e Zurigo
Google non ha certo bisogno di presentazioni ed è stata un’azienda antesignana degli uffici “giocosi” con i famosi scivoli del quartier generale (poi diffusi in tutte le altre sedi).

L’ufficio di Google a Tel Aviv dispone di una sala Lego, una sala musica, una palestra, un’oasi alberi d’arancio, workstation in spiaggia, con tavole da surf e lettini, e uno scivolo interno che collega due piani.

(Immagini Bigodino)

Negli uffici di Google Zurigo ricompare lo scivolo, ma anche l’idea delle camere isolate per momenti di relax e privacy.


(Foto: Camenzind Evolution Credits Peter Würmli)

Lego, Billbund (Danimarca) e Londra 
Un altro colosso da cui prendere ispirazione è Lego, nei cui uffici non possono certo mancare centinaia di mattoncini e costruzioni, oltre alle aree gioco dotate di biliardino (se i Lego non dovessero bastare).

Trivago, Düsseldorf (Germania)
E anche negli uffici di Trivago non manca l’area giochi per i dipendenti, oltre ad una sala yoga ed una parete per arrampicata indoor. Per liberare la mente durante le ore di lavoro.

Se tutto questo divertimento e condivisione non fa per voi, vi suggeriamo la trovata della sede di Ponts and Huot, a Parigi, dove i dipendenti sono come avvolti da una bolla di sapone.


(Immagine: Office Snapshots

Vi chiederete se esistono uffici del genere anche in Italia e la risposta è sì.
A Milano sono recentemente sorte sedi moderne che rispondono a esigenze di smart work e duttilità degli spazi lavorativi.
Un esempio è l’Unicredit Tower di Milano che suddivide gli spazia seconda delle diverse attività che vi vengono svolte e delle relative esigenze (silenzio, comunicazione, lavoro di gruppo,…).



(Immagini Marco Puoti)

Altro esempio italiano è la sede milanese di Facebook, inaugurata nel 2014, che unisce il "look & feel" di Facebook globale con elementi di design e concetti tipicamente italiani. Come si vede dalla cucina, ispirata alla tipica Latteria di quartiere di una volta e arredata con pezzi unici e artigianali del design Made In Italy. 


(Immagini: Repubblica)  

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IL NEGOZIO 2.0

Un tempo si diceva che il cliente ha sempre ragione.
Oggi questo adagio è cambiato, ma solo in apparenza, con la nuova espressione “customer satisfaction”, su cui si misura la qualità e il successo di ogni attività commerciale.
Ma come ottenere questa agognata soddisfazione del cliente? Secondo molti, con l’evoluzione dei costumi e delle tecnologie, ci si dovrebbe affidare a strumenti innovativi come realtà aumentata, e-commerce, camerini virtuali, commessi 2.0, ecc..


Vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.


Innanzitutto il personale di vendita resta la cartina tornasole dell’efficacia della vostra attività: più un commesso è abile, empatico e convincente (senza eccessi), più le vendite aumenteranno e il cliente sarà soddisfatto e fidelizzato.
Ma come si è evoluto il commesso negli ultimi anni? Innanzitutto è diventato “personal shopper” ovvero una persona che fa shopping al posto vostro, quando non ne avete tempo o voglia (questo vale soprattutto per gli uomini). Una sorta di evoluzione dell’assistente personale, questa volta dedicato solo ed esclusivamente agli acquisti.


Poi l’assistente di vendita si è adattato al passare del tempo e si è “digitalizzato” : GDO, catene, librerie … in tutti quei punti vendita di grandi dimensioni e con un’offerta sconfinata i clienti si possono affidare a totem digitali che forniscono tutte le informazioni necessarie su un articolo, dal prezzo a su quale scaffale si trova.


La fila alle casse è stata tagliata con il fai-da-te, dove i cassieri sono i clienti stessi e anche con strumenti ottici che fanno il conto al posto vostro, così da poter pagare direttamente il totale alla cassa, senza perdere tempo.


Se poi il cliente è particolarmente di fretta (o pigro) l’e-commerce è la sua soluzione ideale.


Implementare soluzioni di questo tipo, però, si è rivelato più difficile per quei negozi che richiedono una prova “dal vivo”, abbigliamento e scarpe su tutto. Le piattaforme di e-commerce hanno ovviato con l’opzione “soddisfatti o rimborsati”, altri con la possibilità di provare e restituire in caso l’oggetto non vada bene, altri ancora con la tecnologia RFID (Radio-Frequency IDentification, per l'identificazione e/o memorizzazione automatica di informazioni basata sulla capacità di memorizzazione di dati da parte di particolari etichette elettroniche, chiamate tag che rispondono all'interrogazione a distanza).


Tramite l’RFID è possibile creare dei camerini virtuali, per provare abiti davanti al computer, allo smartphone o al tablet come davanti allo specchio.
Un’evoluzione di questa tecnica è la prova virtuale dal parrucchiere: prima di procedere con il taglio si può vedere come ci starà simulandolo tramite applicazione digitale.


A questo link potete trovare alcuni video di camerini virtuali, assistenti digitali dal parrucchiere e commessi 2.0 nella grande distribuzione.

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Il fenomeno dello “showrooming” o TOPO

Si tratta di un fenomeno che, con elevata probabilità, è destinato ulteriormente a crescere a causa anche della diffusione degli smartphone. Sono oramai tantissime le persone che hanno sempre con sé uno strumento connesso a internet e in grado (grazie anche alle molte applicazioni disponibili e a schermi grandi e ben visibili) di

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Impatto di internet sulle fasi del processo d’acquisto

L’effettivo acquisto è solo un momento (il più importante per un negoziante, certo, ma non l’unico) di un processo molto più complesso portato avanti, consapevolmente e inconsapevolmente dal consumatore, e che, illustrato per sommi capi, senza voler scomodare i testi di marketing, prevede le fasi indicate in tabella. Internet ha una influenza molto forte (e crescente, tanto per cambiare) sulle fasi 3, 4 e 5, quelle che riguardano la selezione delle alternative, il momento di acquisto e la fase post acquisto.

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L'E-commerce

Tutte le tipologie di utilizzi di internet illustrate nella sezione precedente sono rilevanti per il loro impatto sul commercio tradizionale, e saranno affrontate nel dettaglio nei capitoli successivi, ma certamente il fenomeno considerato più “pericoloso”

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Utilizzo di internet

Dopo aver visto le magnifiche sorti, e progressive del fenomeno internet, le vere domande da porsi ai fini di questo libro sono le seguenti: Cosa fanno su internet questi 2 miliardi di persone (in particolare gli italiani)?  E cosa faranno nei prossimi anni? Quali sono gli impatti sui negozi?

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