(ASCA) - Perugia, 11 feb - ''Un patto per i giovani, un tavolo per il futuro dell'Umbria''.
E' la richiesta che la presidente regionale dei Giovani Imprenditori Confcommercio, Chiara Pucciarini, ha rivolto alla Regione Umbria, rappresentata dall'assessore al Commercio e Turismo Fabrizio Bracco, in occasione del ''1° Forum Giovani Imprenditori Confcommercio della provincia di Perugia'', svoltosi stamane a Perugia, a cui hanno preso parte, tra gli altri, Flaviano Celaschi, Ordinario di Design industriale al Politecnico di Milano e Paolo Galimberti, presidente nazionale Giovani Imprenditori Confcommercio.
''Bisogna costruire un rapporto reale tra i tra giovani e istituzioni, giovani e politica, giovani e Università, giovani e società civile, giovani e mondo del credito - ha sottolineato Chiara Pucciarini - per non deludere le aspettative delle nuove generazioni, che dimostrano di essere dinamiche, pronte a mettersi in gioco, magari disilluse e sfiduciate nei confronti della politica, ma non certo avulse dalla realtà in cui vivono.
I giovani imprenditori si sono assunti una responsabilità ed un rischio grandi, anche quando proseguono un'attività familiare lo fanno non per tradizione, ma mossi dalla volontà di portare un contributo personale, valori propri e una decisa spinta all'innovazione''.
Diffusione della cultura d'impresa, 'addestramento' al fare impresa, per evitare il trauma sociale ed economico di tante aziende che aprono e chiudono nel giro di poco tempo, scambio con esperienze imprenditoriali di realtà simili a quella umbra, innovazione e ricambio di competenze all'interno delle imprese, integrazione della giovane imprenditoria straniera. Sono alcuni degli ambiti di attività sui quali, per la presidente dei Giovani Imprenditori Confcommercio, il Patto per i Giovani ''dovrebbe attivarsi''.
A questo si aggiunge la richiesta di un sistema bancario e finanziario più ''lungimirante'' che, anche in collaborazione con le associazioni imprenditoriali, ''accompagni lo start-up delle giovani imprese; la necessità di affermare modelli, metodi culturali e formativi che abbiano come riferimento l'economia dei servizi, oggi la parte più rilevante del Pil, e che riconoscano la centralità, il protagonismo crescente del 'popolo del fare impresa'; la verifica della possibilità di introdurre agevolazioni finanziarie, sotto forma di contributi a fondo perduto o di garanzie a favore di chi, disoccupato, voglia misurarsi nelle vesti di imprenditore''.
''Occorre una riflessione schietta sul tema 'giovani-impresa', un documento programmatico ma anche un tavolo permanente - ha concluso Pucciarini - che funga da motore propulsivo di idee nuove da mettere in cantiere per il bene dell'Umbria''.