Rassegna stampa

Siracusa - "Innovare per far crescere le imprese" - Scorpo: "Oltre all'assedio della criminalità ora dobbiamo sopportare il peso della crisi" - Galimberti: "Le imprese italiane hanno nella creatività dei loro uomini le migliori risorse"

10/05/2010 - Economia e politica
Tag: Tecnologia, Banche, Paolo Galimberti

Udc e giovani imprenditori di Confcommercio a confronto sui temi dello sviluppo.

 
Scorpo: «Una crisi senza precedenti si è aggiunta al racket del "pizzo"»
 
Un poco alla volta tutti sembrano convincersi che sulla grande distribuzione si sia quantomeno sbagliata la misura.
Ammesso che i centri commerciali siano veramente utili per calmierare i prezzi a tutela dei consumatori (c'è ad esempio una recente ricerca promossa dalla Confcommercio che lo esclude) il territorio paga un prezzo troppo alto per la loro presenza: molti piccoli negozi muoiono, con tutto quello che questo significa per la vita di una città, specie se turistica come la nostra, e i posti di lavoro che si creano sono pi1 che altro precari. «Inoltre - ha detto l'esponente dell'Udc Enzo Giudice introducendo ieri un incontro coi giovani imprenditori di Confcommercio - queste grandi società drenano le nostre risorse per portarle altrove, impoverendo sempre di più questa terra».
E allora ben venga la recente decisione della Regione di introdurre regole più severe per l'apertura di nuove strutture della grande distribuzione. Anche se farlo adesso è un po' come chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati. Basta ascoltare il presidente provinciale di Confesercenti Arturo Linguanti per
capire il perchè: «La nostra provincia - afferma - ha in Italia, in rapporto alla popolazione, la più ampia superficie di strutture di vendita assegnata alla grande distribuzione».
Ma la discussione sui centri commerciali è solo servita a introdurre l'argomento centrale del convegno organizzato dall'Udc, che è stato quello dell'innovazione per fare crescere le piccole imprese.
Il presidente provinciale dei giovani imprenditori di Confcommercio Emanuele Scorpo in poche parole ha fotografato la situazione della categoria. «Una categoria - ha detto - che dalle nostre parti oltre all'assedio della criminalità che chiede il "pizzo" adesso deve sopportare anche il peso di una crisi senza precedenti».
In un'economia ormai inaridita, con cifre sulla disoccupazione da far venire la pelle d'oca, le imprese avrebbero bisogno di sostegno e invece una burocrazia sempre più elefantiaca e paletti sempre più stretti per l'accesso al credito, le rendono la vita molto difficile se non impossibile.

E allora bisogna innovare, e farlo presto. Paolo Galimberti, presidente nazionale dei giovani imprenditori di Confcommercio ha tessuto le lodi delle imprese italiane, che hanno nella creatività dei loro uomini le migliori risorse. «È di queste qualità - ha detto - che le banche devono tenere conto quando prestano il loro denaro alle imprese. Per questo con l'Abi, dopo un lungo lavoro comune, dovremmo siglare a settembre un accordo che premi le imprese capaci di elaborare progetti interessanti, con alte possibilità di successo, e non solo chi è in grado di offrire garanzie reali».
Ma la creatività dei piccoli imprenditori da sola non basta in un'economia globalizzata. E quando si scopre che solo un terzo di queste imprese non ha un computer ci si rende conto di quanto si sia indietro e quanti sforzi serve ancora fare per mettersi al passo con le imprese concorrenti degli altri Paesi.
Ma il problema non è solo delle imprese. È soprattutto lo Stato che deve cambiare marcia. Serve più preparazione, più lavoro qualificato e questo significa organizzare meglio la formazione universitaria affinché sia funzionale alle potenzialità di sviluppo di un territorio.
Ovviamente, serve anche una burocrazia più snella, che non sia da intralcio alla crescita delle imprese. E servono infrastrutture: «E non parlo - ha detto Galimberti - solo si strade e ferrovie, ma anche di rete informatica. La banda larga è sviluppata sul 42 per cento del Paese contro il 60 per cento del resto
dell'Europa». E poi è indispensabile allentare la pressione fiscale, che da noi è tra le più alte, con tasse particolarmente odiose.
Un esempio? «L'Irap - ha detto Galimberti - è scandalosamente iniquia perchè colpisce lo sviluppo, lo sforzo che un imprenditore compie per crescere, dal momento che la base sui cui si calcola è composta dagli interessi che si pagano sui prestiti e dalle assunzioni».