Rassegna stampa

Pisa - Il commercio nella rete - ora il negozio è “Online”

23/01/2010 - Commercio
Tag: Giovani Imprenditori, Pisa, Commercio in rete, Negozio Online

Sempre più attività scelgono di lavorare con il pc

di ANTONIA CASINI

NELL'ERA di internet anche lo shopping è «in rete». Così, mentre tanti negozi storici e tradizionali di Pisa chiudono, alcuni imprenditori del territorio hanno deciso di reinventarsi. Sono giovani e con il pallino per le nuove tecnologie. Ma le loro storie sono diverse. Barbara, un passato da restauratrice, ha aperto un negozio online di ricamo, la sua passione, perché così può gestire il tempo al meglio. Manuel, artista del gioiello e sostenitore del mondo virtuale, ha scelto il commercio «nuovo» da anni. E Michele «sensibile ai processi di innovazione come fonte di sviluppo per le imprese», ha due aziende che 'vivono' sul web. Anche a Pisa, insomma, spopola l'e-commerce. Sono gli stessi protagonisti a raccontare pregi e difetti della spesa a distanza. «Bisogna stare attenti — attacca subito Manuel Bozzi, pisano 37enne, creatore di gioielli e un marchio che prende il suo nome—perché a volte si rischia di portare gli stessi difetti del commercio canonico in quello online — E allora è anche facile fare flop». «Si deve puntare su qualità, diversificazione, facendo operazioni di marketing ad hoc», continua Manuel, figlio dell'artista Lydia Nissim. «Perché anche in rete la concorrenza è viva e, se non ci si diversifica, si rischia lo stallo». Lui proviene dal mondo del commercio tradizionale: dopo aver lavorato a lungo nel laboratorio di oreficeria della mamma, nel 2003 ha fondato una sua società: «Clan Banlieue», in omaggio alla periferia parigina. Ma da anni ha dedicato «un ponte sul suo sito alla vendita. Stava andando bene». Poi la svolta. «Sono stato acchiappato da uno dei più grossi siti di vendita online, Yoox — racconta Manuel — al quale ho dato l'esclusiva».

PER TREDICI anni, Barbara Calabi, giovane madre calcinese, ha fatto la restauratrice di lapideo e dipinti antichi. «Ma ho avuto due bambini — dice — Non è facile perché si lavora nei cantieri e a progetto. E' faticoso e dispendioso in termini di tempo, ma mi dispiaceva rinunciare alla manualità acquisita in tanto tempo». Nel 2008 la scelta. «Ho sempre ricamato, la sera. E' uno dei miei hobby. Da qui idea». «Sono andata alla Camera di commercio — prosegue — e ho chiesto che cosa potevo creare con questa mia passione e un budget limitatissimo». Con un finanziamento per disoccupati e tanta pazienza, «l'iter burocratico è lungo», ha aperto questa attività online con il sito www.barbaracalabi.it. «Non devo pagare l'affitto e riesco a gestire il tempo al meglio». Sul suo portale, che ha una vera e propria vetrina ma virtuale, si trovano prodotti per la cucina, l'abbigliamento, corredini e giochi. Una sezione importante è quella «personalizzazione». «Si possono ordinare oggetti a richiesta», spiega. «Ogni prodotto a fianco ha una foto e la sua descrizione. I prezzi sono vari». Il problema, in questo caso, è «la visibilità». «Quando si apre un sito — afferma ormai esperta — ci si dovrebbe preoccupare sempre di indicizzarlo, in modo da essere tra i primi risultati di una ricerca, ma è un'operazione costosissima». Michele Cernuto 35 anni, di Pisa, è stato eletto da poco nuovo presidente del gruppo giovani imprenditori di Confcommercio-Pisa. Da sei anni la Emmeci, che ha sede sulla Tosco Romagnola, a Navacchio, e che lui gestisce con suo padre, è sbarcata anche su internet.

E' stata fondata nel 1952 e si occupa di distribuzione di materiale elettrico ed elettronico. L'al­tra società, la Mi­ster Index Design Democratico, che vende in rete pro­dotti di illumino­tecnica e design (so­prattutto al led) e di cui lui è fondato­re» è solamente onli­ne. «E' il negozio del futuro — riflet­te — il fatturato del­la Emmerì nel 2009 è cresciuto del 20% di cui il 7% è rappresentato da quello in rete».