Rassegna stampa

Niente rincari al supermarket: prima finiamo le scorte

18/09/2011 - Finanza
Tag: Paolo Galimberti, Giovani Imprenditori, IVA, Manovra, Finanza

Consumi deboli La debolezza dei consumi spesso spinge a non far scattare i rincari

MILANO - A Milano, per ora, le imprese non hanno intenzione di far gravare sui consumatori l' aumento di un punto percentuale dell' Iva introdotto dalla manovra di governo. Ieri infatti, fatta eccezione per la benzina - la cui quotazione si modifica continuamente - i prezzi in città sono rimasti invariati, dai supermercati ai centri commerciali, passando per i luoghi di ritrovo sociali come i cinema e i locali. Ma ogni situazione è differente: per i negozi di abbigliamento - vedi quelli del gruppo Coin (Coin, Upim, Ovs), Zara e H&M - la strategia è chiara: nessun rincaro, per non disincentivare i consumi, anche soltanto da un punto di vista «psicologico». Lo conferma il presidente dei Giovani imprenditori di Confcommercio, Paolo Galimberti, che assicura che la «gran parte dei costi» verrà assorbita dalle aziende. «In un momento così difficile - spiega -, colpire i consumatori sarebbe un errore. Tuttavia è la manovra a essere sbagliata e regressiva. Secondo le nostre stime, inciderà in negativo dell' uno per cento sul Pil italiano e sui consumi». Stesso discorso per i cinema, dove l' ipotesi di un sovrapprezzo non è nemmeno all' ordine del giorno. «Saremmo matti - si fa da portavoce, Antonio Sancassani, proprietario del cinema Mexico -, questo momento di crisi è favorevole per l' offerta culturale, non possiamo darci la zappa sui piedi». Tra i sette e gli otto euro, quindi, tutti i cinema della città manterranno le loro tariffe, senza eccezioni. Più complessa da interpretare, invece, la linea scelta dai singoli supermercati. Per ora nessun aumento all' Esselunga, al Carrefour, all' Unes e da Billa. Ma per quanto? Non è stato ancora deciso. L' Esselunga è l' unica ad aver escluso rincari e sovrapprezzi, mentre da Carrefour, oggi, sono state bloccate le fatture ai fornitori («non era mai successo», dicono dal supermarket di via San Gregorio). Tutti, però, prevedono maggiorazioni, viste anche le continue revisioni dei prezzi da parte degli uffici centrali. Infine, a tranquillizzare chi teme le furbate dei commercianti - e un' eventuale vendita al dettaglio maggiorata su merci acquistate prima dell' aumento dell' Iva -, ci pensa Galimberti: «Non c' è questo rischio, perché non si può fare: tutto è documentato».