Il Ministro ha presentato la proposta di legge per la parificazione dell’età per votare e per essere eletti, rivendicando per i giovani il diritto di entrare nei processi decisionali del Paese. Sul palco insieme al Ministro anche il presidente nazionale degli ‘under 40’ di Confcommercio Paolo Galimberti, il presidente della Camera di Commercio di Arezzo Giovanni Tricca e il sindaco Giuseppe Fanfani. A condurre il dibattito, introdotto dal direttore della Confcommercio aretina Franco Marinoni, il direttore della European School of Economics Stefano Cordero di Montezemolo e la presidente dei Giovani imprenditori toscani Simona Petrozzi.
"L’Italia è un Paese dove fino a 25 anni si è troppo giovani per essere eletti in Parlamento, ma non si è troppo giovani per morire in una missione di pace". Lo ha detto ieri (mercoledì 15 giugno) il ministro Giorgia Meloni durante il convegno sul ricambio generazionale delle imprese organizzato ad Arezzo dai Giovani Imprenditori toscani del Terziario e Confcommercio, con il sostegno della Banca CR Firenze. Il Ministro ha quindi presentato la sua proposta di legge, che prevede la parificazione dell’età per votare e per essere eletti. "I giovani hanno diritto di entrare nei processi decisionali del nostro Paese: se a 18 anni si può votare in Parlamento, si dovrebbe anche poter essere eletti, ma ancora non succede. Si dimentica che il contributo dei giovani alla storia d’Italia è stato fondamentale: Goffredo Mameli a 21 anni ha scritto quello che oggi è il nostro inno, e a soli 22 è morto per la patria" Insieme al ministro della Gioventù, sul palco dell’Arezzo Equestrian Centre c’erano anche il presidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confcommercio Paolo Galimberti, il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, il presidente della Camera di Commercio di Arezzo Giovanni Tricca e gli imprenditori aretini Paola Peruzzi e Alessandro Butali. In platea, molti rappresentanti delle istituzioni locali, delle forze dell’ordine, del mondo economico e politico. Ma soprattutto, moltissimi imprenditori da tutta la provincia e molti volti giovani. Il dibattito, condotto dal direttore della European School of Economics Stefano Cordero di Montezemolo e dalla presidente dei Giovani imprenditori toscani del Terziario Simona Petrozzi, è stato introdotto dal direttore della Confcommercio di Arezzo Franco Marinoni, che parlando di successione generazionale ha lanciato una provocazione: "il lavoro dei propri genitori non è un destino ineluttabile per i figli, altrimenti io sarei diventato medico e tutti i figli di grandi calciatori sarebbero entrati in Nazionale. In gioco ci sono attitudini e scelte personali che non rendono affatto automatico, nelle imprese, il passaggio di testimone di padre in figlio". Al di là delle difficoltà burocratiche (al proposito delle quali Stefano Cordero di Montezemolo ha ricordato, per esempio, "la necessità di rivedere l’istituto dei patti di famiglia, che così come è formulato non è efficace") entrano spesso in gioco fattori emotivi e culturali non facili da superare, come hanno raccontato Alessandro Butali e Paola Peruzzi. "Più che il fatto di essere una donna, io ho scontato quello di essere il primo laureato in famiglia – ha detto Paola Peruzzi, oggi direttore generale della Peruzzi spa – le mie idee ispirate ad un approccio manageriale più moderno si scontravano con vecchi concetti di autarchia e orgoglio del passato. Ma non si può fare una colpa ai più giovani se nel passato non c’erano, si deve pensare che il futuro è loro. Io e i miei fratelli non abbiamo creato l’azienda dove lavoriamo, è vero, ma la stiamo mantenendo pur tra le tante difficoltà che il cambiamento di scenario del nostro settore ha comportato". Alessandro Butali, amministratore delegato della Butali spa, ha raccontato i suoi esordi nell’azienda di famiglia dopo la laurea in ingegneria:"all’inizio non volevo entrare, poi sono entrato con un ruolo tecnico molto specifico, infine il mio coinvolgimento è stato completo. Oggi io e mio fratello stiamo già pensando al ricambio generazionale con i nostri figli". Coinvolto dalla platea, gli ha fatto eco il padre Benito Butali, presidente della Confcommercio di Arezzo "i miei figli hanno fatto quello che io non sono riuscito a fare: raddoppiare i fatturati dell’azienda. Chi non investe nelle nuove generazioni è perduto". Anche il sindaco Giuseppe Fanfani ha portato la sua esperienza personale di avvocato all’interno di uno studio legale attivo da quasi cento anni e giunto alla quarta generazione, mentre il presidente della Camera di Commercio Giovanni Tricca ha ricordato il suo ingresso nella struttura alberghiera di famiglia dopo un periodo di lavoro come insegnante nella scuola pubblica. "La scuola e l’Università oggi non preparano i giovani al mondo del lavoro – dice Giovanni Tricca – recuperare l’esperienza dello stage in
azienda durante il percorso formativo, come avviene nei Paesi europei più evoluti, potrebbe migliorare le cose. Non è più tollerabile che da un lato la disoccupazione giovanile cresca e dall’altro ci siano aziende che non trovano personale adeguato a certe mansioni". Il presidente nazionale di Giovani Imprenditori di Confcommercio Paolo Galimberti ha sottolineato la necessità urgente di pensare a misure sempre più efficaci per favorire la trasmissione d’impresa: "entro qualche anno 2 milioni e novecentomila lavoratori europei saranno coinvolti nel passaggio generazionale delle aziende in cui lavorano. Puntare sulle nuove generazioni anche favorendo questo ricambio significa dare continuità al nostro sistema economico e al benessere sociale". Il ministro Giorgia Meloni ha colto l’occasione per citare le azioni messe in campo dal Governo per aiutare gli under 35 a costruirsi un futuro: 300 milioni di euro destinati a finanziare la creazione di posti di lavoro, mutui per giovani coppie, borse di studio e la nascita di nuove imprese. "La crisi - ha detto il Ministro – colpisce soprattutto i giovani, che scontano anche gli errori commessi durante la Prima Repubblica. Il pacchetto di iniziative che abbiamo promosso vuole mettere al bando le discriminazioni, indicando al mondo economico che vale la pena di investire sul futuro". In merito al sostegno all’imprenditoria giovanile, il ministro Meloni ha poi ricordato l’attivazione del 'Fondo Mecenate', finalizzato all'avvio di nuove imprese in settori quali innovazione tecnologica, arte, creatività, brevetti e frutto ricerca universitaria. "Abbiamo anche stretto un legame forte con gli ordini professionali, nell’ottica di favorire le consulenze per i giovani che vogliano affacciarsi al mondo del lavoro autonomo". Al termine del convegno, il sindaco Fanfani ha omaggiato il Ministro della Gioventù con due ricordi della città di Arezzo, la spilla raffigurante la Chimera e un libro sulla Giostra del Saracino.