Rassegna stampa
L'azienda di padre in figlio
02/05/2011 - Eventi e convegni
Tag: Confcommercio, Giovani Imprenditori, Paolo Galimberti
Mercoledì 15 giugno ad Arezzo un convegno per parlare di passaggio generazionale
L'AZIENDA DI PADRE IN FIGLIO
Ospite d'onore il ministro delle politiche giovanili Giorgia Meloni
La durata media di un'azienda italiana? 36 anni, in pratica la vita lavorativa di una sola persona. Per dirla in altre parole, sono pochi, troppo pochi, gli imprenditori che riescono a passare il testimone nelle mani dei figli. Lo confermano anche le statistiche: solo il 70% delle imprese familiari non arriva alla seconda generazione e il 50% di quelle che ci arrivano non prosegue oltre. E un'azienda consolidata che chiude, si sa, porta via con sé un bagaglio di conoscenze ed esperienze difficilmente rimpiazzabile, se non con il tempo.
È contro questo spreco di energie e risorse che si muove la nuova iniziativa dei Giovani Imprenditori del Terziario di Arezzo: un grande convegno sulla continuità aziendale nelle imprese del terziario, che si svolgerà il 15 giugno dalle ore 17 presso l'Arezzo Equestrian Center. Invitati d'onore il ministro delle politiche giovanili Giorgia Meloni e il presidente Nazionale degli under 39 di Confcommercio Paolo Galimberti. Ma ci saranno anche un autorevole esperto, il direttore della Euro pean School of Economics Stefano Cordero di Montezemolo, ed alcuni esempi di successo del passaggio generazionale: Luisa Todini della Todini Costruzioni spa; Alessandro Butali, figlio del fondatore della Butali spa, nonché presidente della Confcommercio aretina Benito Butali, e Alessandro Peruzzi della Peruzzi spa.
"Sei imprenditori su dieci in Italia hanno più di 60 anni. Nella maggior parte dei casi, entro una decina di anni le loro aziende dovranno affrontare il giro di boa del passaggio generazionale o della successione di impresa - dice Simona Petrozzi, presidente dei Giovani della Confcommercio toscana, da poco eletta vicepresidente nel direttivo nazionale - è un momento delicatissimo, in cui il trasferimento di competenze e incarichi da una generazione all'altra spesso mette a rischio la vita stessa dell'azienda. Per questo motivo dobbiamo imparare a gestire bene il processo di ricambio generazionale, aiutando le piccole e medie imprese a proiettarsi nel futuro". "È un tema a cui il nostro gruppo dedica particolare attenzione - sottolinea la vicepresidente provinciale degli under 39 Francesca Biondini, che ha promosso di consegna dalle vecchie alle nuove generazioni. Serve anche prendere esempio da chi ce l'ha fatta: ecco perché al convegno abbiamo invitato alcune case histori- es che dimostrano che è possibile tramandare un'impresa familiare".
Il sistema imprenditoriale italiano è caratterizzato da aziende a conduzione familiare, che ruotano intorno al titolare-fondatore. Una gestione "domestica" che, se in certi momenti costituisce un elemento di forza, rischia di diventare un limite quando non approda ad una visione manageriale degli affari, lontana dal complesso intreccio che caratterizza invece le vicende familiari. Ne è prova il momento del passaggio generazionale, in cui il futuro dell'impresa, delle sue relazioni con il territorio, dei suoi posti di lavoro, è affidato alla costruzione del dialogo e della fiducia tra generazioni diverse. Un processo che può essere aiutato con il supporto delle associazioni di categoria e degli enti pubblici. "Quella della continuità è una sfida che può essere programmata e vinta - dice la presidente Simona Petrozzi - spiegheremo come nel convegno del 15 giugno".
