Rassegna stampa
Carlo Sangalli: un patto per la crescita - Paolo Galimberti (presidente dei Giovani): tre idee per rilanciare lo sviluppo
10/10/2010 - Economia e politica
Tag: Paolo Galimberti, Carlo Sangalli, Giovani Imprenditori, Forum Venezia
Disoccupazione giovanile vicina al 27%, due milioni di giovani (dati Istat) che non studiano e non lavorano: lo ha ricordato Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio e Rete Impresa Italia, alla terza edizione del Forum nazio-nale del Gruppo Giovani Imprenditori della Confederazione - dal titolo "I Giovani: il Futuro del Paese"- svoltosi, come è ormai tradizione, a Venezia.
Dopo la grande crisi - ha detto Sangalli - si sta confi¬gurando (su scala globale, in Europa ed in Italia) uno scenario di ritorno alla crescita lento ed in cui soffre particolarmente l'occupazione. In questo quadro i problemi di lungo periodo dell'economia italiana - la produttività stagnante, la competitività difficile, la crescita lenta - si ripro¬pongono con straordinaria urgenza e sollecitano uno straordinario impegno: del Governo, del Parlamento, delle istituzioni tutte; delle forze politiche e sociali. "Di un patto, di un patto per la crescita, l'occupazione e lo sviluppo - ha affermato Sangalli - vi sarebbe, allora, davvero la necessità. Un patto che abbia come obiettivo fondamentale la modernizzazione dell'econo¬mia e della società italiana. Un progetto condiviso, che contribuisca alla costruzione di un'Italia più ambiziosa e migliore".
E Paolo Galimberti, presidente dei Giovani imprenditori di Confcommercio ha lanciato tre idee per rilan¬ciare lo sviluppo nel nostro Paese: dalla scuola (un anno di frequen¬tazione media in più); alle azioni per favorire la nascita di nuove imprese (un aumento del 10% della quota di giovani imprenditori pro- durrebbe un incremento del Prodotto interno lordo dello 0,2% cioè il 20% della crescita prevista per l'Italia in que¬sto 2010), fi¬no alla cre¬scita dimen¬sionale delle imprese esistenti togliendo, per le piccole e me¬die imprese, i lacci che impediscono lo sviluppo (come l'Irap). La due giorni veneziana - con Carlo Sangalli e il presidente dei Giovani Confcommercio Galimberti - ha visto alternarsi importanti personalità della politica, dell'economia e della cultura italiana e straniera: fra cui Giulio Tremonti (ministro dell'Economia e delle finanze); Paolo Romani, (ora ministro allo Sviluppo economico); Tom Mockridge (amministratore delegato di Sky Italia); Andrea Ronchi (ministro per le Politiche europee); Francesco Rutelli (presidente Alleanza per l'Italia) e la senatrice del Pd Anna Finocchiaro.
L'indagine sui giovani
Al Forum dei Giovani Imprenditori Confcommercio è stata presentata. Anche un'"Indagine sui giovani" realizzata in collaborazione con Format ricerche di mercato.
I giovani italiani - emerge dall'indagine - hanno fiducia in ciò che l'avvenire riserva loro. Quasi il 60% di essi ritiene, infatti, che entro i trenta anni riuscirà a svolgere il lavoro che gli piace. Ma c'è comunque chi, ed è oltre un quarto dell’universo gio¬vanile (26,5%), al contrario, non sa se e quando riuscirà ad affermarsi nel lavoro a cui aspira.
E a proposito del tipo di lavoro desiderato, una volta entrati nel mondo del lavoro, è ancora il "posto fisso" a riscuotere la maggiore preferenza dei giovani (46,2%); segue la possibilità di svolgere un lavoro autonomo (37.7%) e quella di svolgere un lavoro interessante e in linea con le proprie aspettative (28.5%). Tra i principali motivi per cui non si intende dar vita ad una propria impresa, la stragrande maggioranza dei giovani indica al primo posto la mancanza di un'idea imprenditoriale (61.6%); molto meno sembrano incidere la mancanza di risorse finanziarie (15,6%) o il timore di mettersi in gioco (13,6%); ancora meno, ed è l'ultima delle motivazioni, l'incertezza economica de! Paese (2,1%). Per quanto riguarda l'intenzione di "fare impresa", quasi il 16% dei giovani, tra quelli che non sono ancora imprenditori, desidererebbe comunque aprire una propria impresa entro i prossimi cinque anni. Si tratta di un desiderio forte, associato ali 'idea di mettersi in gioco e di far valere ciò che si è e ciò che si è impara¬to, spesso con l'esperienza sul campo. In questo caso, tra i settori in cui si in¬tende avviare la propria attività spiccano quello dei servizi (36.6%), del commercio (18,4%), del turismo (16,7%).
In questa visione tendenzialmente positiva da parte dei giovani sul lavoro atteso e le prospettive di carriera, quasi un giovane su due (49.4%) fonda queste aspettative su fattori legati alla famiglia e ai propri genitori e per il 42%>, alla rete di relazioni e conoscenze personali o della famiglia; poco più di un giovane su tre (35,6%) ritiene utile, a tal fine, la formazione scolastica e universitaria.
Molto basso (15.9%) è. invece, il livello di fiducia nei politici e nella possibilità della politica di influire concretamente sul pro¬prio destino lavorativo o professionale. Proprio nei confronti della politica, la maggior parte dei giovani vive, infatti, un rapporto distante che, per oltre un quarto di essi (26,6%), diventa indifferenza. Anche i giovani imprenditori, non diversa¬mente dagli altri giovani, mostrano una certa distanza dalla politica: più del 77% di questa categoria è del tutto disinteres¬sato a svolgere attività politica.
