Rassegna stampa
BENE LE MISURE ANTICRISI DEL GOVERNO
01/12/2010 - Economia e politica
Tag: Paolo Galimberti, Confcommercio, Intervista, Anticrisi, Governo
«Gli Imprenditori di Confcommercio sono preoccupati per la crisi. Troppe le imprese chiuse e poche le iniziative dei giovani. Anche se i provvedimenti presi dal Governo vanno nella giusta direzione» spiega a Il Tempo Paolo Galimberti, presidente dei giovani imprenditori di Confcommercio.
Va tutto male?
Siamo abbastanza preoccupati per la situazione economica del paese. Nel 2009 la differenza tra aperture e chiusure di aziende è stata di 110 mila unità. E nel 2010, nei primi 9 mesi, il saldo ha segnato ancora un meno 61 mila imprese. Il problema poi si pone per i giovani.
Categoria più a rischio degli altri.
Sì. Soprattutto per quelli che vogliono fare impresa. L'incidenza delle aziende guidate da giovani è oggi al 6,3%. Nel 20Ó8 la stessa percentuale era all'8,3%.
Per non parlare della disoccupazione che tra gli under 30 è molto superiore al tasso medio.
Come se ne esce?
Occorre lavorare su tre direttrici. Primo la riforma dell'università, perché oggi abbiamo un sistema imperniato troppo su un'economia industriale e non sui servizi e sul terziario.
Secondo, bisogna stimolare la nascita di nuove imprese e per farlo occorre togliere le barriere burocratiche che sono un doppio freno a mano.
Infine bisogna favorire la crescita dimensionale delle imprese.
Le medie rappresentano un'eccellenza nel panorama europeo, le micro hanno difficoltà a fare ricerca e innnovazione e sono quelle che vanno maggiormente aiutate a fare il salto per crescere.
La soluzione?
Defiscalizzare gli investimenti per ricerca e, solo per le microimprese, can-cellare l'Irap. Un'autentica tassa sullo sviluppo, visto che la base imponibile sono gli oneri finanziari e il costo del lavoro.
Il governo si muove?
Lo abbiamo sollecitato su questi aspetti. E abbiamo riscontrato che ci sono segnali concreti. Mi riferisco ai 4 decreti presentati la scorsa settimana dal ministro della Gioventù con Berlusconi.
Si tratta di uno stanziamento di 300 milioni veri. Buona parte dei quali messi a disposizione delle imprese e con una buona fetta per le aziende create dai giovani.
Quali sono le altre preocupazioni?
Sicuramente la preoccupazione per la finanza. Abbiamo espresso ieri a Draghi a Via Nazionale, in un tavolo con i giovani im-prenditori di alcune confederazioni, tra le quali Confcommercio, che l'aumento dei tassi rende difficile l'accesso al credito e lo sviluppo. Per questo servono nuovi intermediari del credito come i venture capital per le piccole e medie imprese.
